Un evento ben calibrato. E non è una frase fatta, ma il giusto merito attribuito da tutti i partecipanti a questa Trieste-Opicina Historic 2015. Tre giorni, dal prologo di venerdì 25 a domenica 27 ottobre, in cui gli organizzatori del Club dei Venti all'Ora hanno saputo offrire un programma in cui non mancava proprio nulla. Una manifestazione unica, per accoglienza ed originalità, ma anche una gara tosta, impegnativa e tecnica nelle sue 65 prove speciali. Non è dunque un caso se alla fine la classifica rispecchi queste caratteristiche: a vincere la Trieste-Opicina "le auto di ieri sulle strade di domani" è stato il top driver Valerio Rimondi in coppia con la moglie Liana Fava con un distacco di oltre 200 penalità rispetto ai secondi in classifica, i pur bravissimo Paolo Grava e Fulvio Martinelli.

Una gara che ha mantenuto vivo, come nelle scorse edizioni, il tradizionale ricordo della storica corsa in salita da Trieste fino al Carso, ma che quest'anno ha saputo creare un coinvolgimento forte fra i partecipanti e il territorio, grazie alle molte occasioni di incontro, anche se il ritmo della gara era decisamente veloce. Il mondo del Carso e i suoi villaggi fermi nel tempo, le strade appena abbozzate, un territorio che raccoglie secoli di storia. Puntando su tutte le attrattive che questo territorio può regalare, gli organizzatori hanno potuto e saputo unire alla parte sportiva tanti momenti turistici: dalla visita alla centrale idrodinamica del porto Vecchio di Trieste (un'area abbandonata nel cuore della città che sta rapidamente riprendendo forma grazie anche all'impegno dei volontari di Italia Nostra) alle soste alla città di Opicina con il suo celebre tram a cremagliera, dai percorsi nelle terre del Collio goriziano (una campagna verde e rossa di vigneti che regalano vini famosi) agli sconfinamenti in terra slovena. Una cosa poi da notare: in ogni luogo in cui la carovana delle auto storiche si fermava (ed erano tante le auto, oltre alle quaranta in gara c'erano anche le oltre sessanta auto storiche che partecipavano alla turistica non competitiva) nei negozi, nelle piazze, e nelle esposizioni tutto rimandava alle auto storiche ed alle gare del passato, automobilistiche e motociclistiche. Ad Opicina, dove ogni vetrina di negozio aveva uno o più ricordi della celebre gara in salita, ad attendere i partecipanti c'era anche una piccola esposizione di veicoli militari della seconda guerra mondiale. A Montedoro, un grande centro commerciale che ha ospitato uno dei controlli orari, c'erano stupende auto storiche in mostra e ancora tante foto delle prime gare di automobilismo disputate nel territorio triestino, risalenti ai primi del novecento... Da ricordare ancora che, per l'aspetto sportivo, questa edizione della Trieste-Opicina era inserita come terza prova nel campionato Alpe Adria Classic Challenge, una "trilaterale" italo-austro-slovena che si è disputata nel corso del 2015 nei territori di Trieste, della Slovenia e della bassa Austria. Erano così molti anche gli equipaggi stranieri che hanno partecipato alla Trieste-Opicina, così come particolari erano anche le storiche in gara: non mancavano infatti, oltre alle classiche Lancia Fulvia, Mini Morris e Porsche, anche alcune bellissime anteguerra, che hanno preso parte soprattutto al raid turistico. Ma le auto più ammirate sono state senza dubbio gli esemplari storici delle MG, grazie alla partecipazione a questa gara dell'MG Car Club Italia. Tanti applausi e tantissime foto, per loro, soprattutto alla sosta finale in Piazza Verdi nel centro di Trieste, dove una folla incuriosita e festosa ha accolto i concorrenti. Conclusione più che degna per unaTrieste-Opicina che ha dato a tutti il senso vero delle gare ASI, riuscendo ad abbinare tanti spunti turistici e storici ad una gara che aveva per tanti aspetti gli elementi di una vera corsa d'altri tempi.